(STRA)ORDINARIA AMMINISTRAZIONE – Appunti sul Greenpass

L’epidemia è stata un enorme laboratorio, un campo di gioco e di sperimentazione di una gestione epidemica delle crisi che non ha niente a che vedere con la questione sanitaria. Per questo, il passaporto sanitario potrà essere abolito (o, meglio, sospeso), ma la fitta maglia di controlli, e lo scivolamento verso il “modo amministrativo” – un mondo intessuto di norme, che hanno come obiettivo la prevenzione del rischio in sé – resteranno.

AVANTI, BARBARI!

Pubblichiamo la traduzione di un testo apparso in inglese su Endnotes nel dicembre 2020 e in traduzione francese su Lundi Matin nel maggio 2021, che ha il merito di incoraggiare alcuni ragionamenti non ortodossi facendosi carico della complessità del nostro presente. Propone spunti da far dialogare, a nostro avviso, con altre ipotesi – circolanti o che seguiranno. Condivide immagini e strumenti che possono quantomeno essere d’aiuto nella bufera che ci coinvolge, a prescindere che ci si trovi più o meno d’accordo con le tesi avanzate.

IL CASO LUCANO: UN’EQUA CONDANNA

Il fatto che un amministratore locale noto a livello nazionale rivendichi in pubblico la superiorità etica della legittimità delle sue azioni a prescindere dalla legalità o meno delle medesime è assolutamente intollerabile per chi sull’astratto principio di legalità costruisce e giustifica il proprio potere.

L’IPOTESI DELLA FESTA

Nella grande differenza tra un ricatto e un interesse comune, individuiamo una soglia: il capitalista collettivo ha organizzato i saperi medici in modo da tagliare quei legami di prossimità che permetterebbero di organizzare in altro modo le comunità, su scale più ridotte, oppure di definire diversamente una salute di comunità, una salute non sempre quantificabile, una salute per esempio che includesse anche il tema del benessere psicologico e della felicità svincolata dal benessere economico. Questo però non c’entra niente con la necessità di difendere l’organizzazione sociale.  Non c’è una totalità buona da difendere, ma semmai bisogna recuperare la capacità di definirsi oltre i discorsi totalizzanti della medicina, del lavoro, dell’organizzazione economica urbana.

IL GIORNO IN CUI LA PROCURA ARRESTÒ LA STORIA

L’8 giugno 2021 la polizia sequestra l’archivio personale dello storico Paolo Persichetti e lo pone sotto accusa di associazione terroristica. La linea dell’ortodossia sull’interpretazione storica degli anni ’70 si scaglia direttamente contro la ricerca. Qualcosa di cui avere molta paura.

PER UN PUGNO DI ARRESTI

L’operazione “Ombre Rosse” ha portato all’arresto di una decina di persone, tutte appartenenti ad una variegata serie di sigle e organizzazioni che hanno praticato la lotta armata in Italia fra gli anni ’70 e ’80. Una delle poche notizie dell’era Covid che è stata in grado di “bucare” la perenne prima pagina sugli andamenti della pandemia ha avuto il sapore di un baule dimenticato in soffitta aperto dopo molto tempo. Dentro ci abbiamo trovato – accantonate alla rinfusa- diverse foto in bianco e nero, ritagli di giornale ingialliti e una gran voglia di invocare forche e punizioni esemplari.
Prendiamo spunto da questo ritrovamento per capire come mai si faccia così grande fatica ad organizzare la memoria collettiva intorno a quegli anni.

ANATOMIA DELLA COMUNICAZIONE

Un attacco mediatico-narrativo portato avanti all’interno di una sfera pubblica cerca di tagliare le linee di rifornimento all’immaginario di una comunità in lotta. Il risultato di questo attacco non è sempre visibile e diretto, spesso si compone di piccole allusioni, di utilizzi “minuti” del frame che con il tempo scavano un solco fra una istanza politica e la sua legittimazione. Questo è il motivo per cui l’analisi frame-sfere ci è utile per capire come si costruisce e come si distrugge la legittimità e, al contempo, ci permette di capire quali sono gli attori che la attaccano e in che modo difenderci da tali attacchi.

LA GRANDE CONQUISTA

Lo spettacolo degli esclusi che assaltano con rabbia il Senato chiedendo a Mike Pence di rivelarsi, un proletario in piedi sulla scrivania dell’ufficio della politica multimilionaria Nancy Pelosi, e il perverso divertimento che la maggior parte provava nel farlo, forniscono immagini politiche potenti che parlano al disgusto diffuso per la vita statunitense che è quasi l’unica cosa su cui tutti sono d’accordo.
Qual è la nostra alternativa?

6 GENNAIO: UNA BASE DI MASSA PER IL FASCISMO?

L’occupazione del Campidoglio da parte dei sostenitori di Donald Trump, dopo un comizio che rilanciava le sue pretese prive di fondamento su una frode elettorale avrà come conseguenza la frattura del Partito Repubblicano, e preparerà il terreno al consolidamento di un nuovo centro politico bipartisan – sebbene più a destra di prima. Tuttavia questo apre la strada alla rottura con la democrazia rappresentativa di una grossa fetta della base di Trump, che abbraccerà un’esplicita alternativa fascista.

IL DESERTO SEMANTICO DEL CARCERE

E’ tempo di chiedersi quale idea di giustizia promani dai tribunali e dalle colonne dei giornali più forcaioli. Quali tipo di idee mettano nel suo campo semantico e a chi questo tipo di concezioni avvantaggino sul piano politico.
Senza questa operazione sarà impossibile mettere in campo delle narrative e delle azioni alternative e contrarie.

CHIEDI A HUEY SE NON SAI COME SI FA

Pubblichiamo questo contributo proveniente da un collaboratore che si firma Quantum/A. E’ un approfondimento su un aspetto meno noto e meno appariscente delle Pantere Nere, ovvero le cliniche autonome dedicate alla salute della popolazione. Cura, comunità, autorganizzazione: sono le questioni su cui tutti in questo momento ci troviamo a dover riflettere.

LETTERA DI JACQUES CAMATTE A UN AMICO DEL NORD

“In altre parole, nel tentativo di proteggersi, la specie si è rinchiusa in un divenire, nella sua erranza; diventando così incapace di immaginare altro. In ciò consiste la sua follia. Lo si evince dalle reazioni di malcelato panico dei leader, in tutti i campi”

CORONAVIRUS: UNA CIVILTA’ INTERA IN DISCUSSIONE

Pubblichiamo la traduzione di questo testo, apparso qualche giorno fa sul sito francese Rouen dans la rue, che ci sembra riassumere bene tutti i nodi che la pandemia ha aperto rispetto al presente e soprattutto al futuro. Se è vero quello che spesso ci ripetono, cioè che dopo tutto questo nulla tornerà come prima, allora ogni spunto è utile per cominciare a pensare alle prossime forme di normalità contro cui ci troveremo a lottare

È PIÙ FACILE

L’affollarsi delle distopie comincia a rendere i nostri occhi cisposi. Confcommercio prova a scrutare nel nostro animo, e fa paura che ci riesca. Può esistere anche uno stato d’eccezione che non ci aspettavamo – quello degli oppressi.

LIAISONS #1 – Prefazione all’edizione italiana

Nel 2018 usciva in Francia e in America il primo numero della rivista internazionale Liaisons, con contributi che partivano e attraversavano sollevazioni e lotte sparse in angoli diversi del mondo. Il tema intorno a cui ruotavano era quello del popolo e del populismo. Due anni dopo sbarca qui da noi, edita da Agenzia X, la traduzione italiana di quel primo numero. Riceviamo e pubblichiamo volentieri la prefazione all’edizione italiana (qui invece potete trovare la traduzione di quella all’edizione francese), e speriamo che possa essere l’avvio di un confronto. In comune ci sono i punti di partenza: Interruzioni e continuità, frammenti e legami, un noi che appare e scompare a intermittenza. Il deserto intorno e la rivolta che freme.

CRONACHE SUL FORO

Un giovane e rampante avvocato scorge il proprio riflesso nei vetri della metropolitana, rimugina sull’oggettività e imparzialità del diritto penale, considera sotto un’altra luce la splendida civiltà giuridica di cui è piccola e operosa appendice – e si spaventa un po’. Brevi cronache (forse in divenire) della cattiva coscienza della Legge, direttamente dal ventre oscuro del moloch che ha nome Palazzo di Giustizia.

ELEMENTI DI DECIVILIZZAZIONE

Nel marzo 2019, mentre infuriava l’insurrezione dei gilet gialli, sul sito francese Lundimatin appariva questo testo, la prima di sei parti, che tentava di tracciare i contorni storici e politici della domesticazione degli esseri umani e della loro trasformazione in produttori. Proponiamo qui una traduzione in italiano della prima parte, che ci sembra arrivare al cuore di diverse questioni centrali dell’attualità.

AI BLOCCHI DI PARTENZA

La critica ad un’istituzione, qualunque essa sia, non può che partire dalla sua storia. Quali sono i meccanismi e i procedimenti che l’hanno portata a presentarsi come imperativa, a mistificarsi come necessaria, a mostrarsi come l’unico sviluppo possibile di una storia lineare? Alcuni appunti per affrontare il carattere costruito delle realtà che si presentano come eterne, in attesa di avere l’occasione per smontarle pezzo a pezzo