PRIMAVERA MILANESE

La primavera rende il tutto ancora più irreale, i colori intorno sono intensi e un sole alto picchia sul parabrezza e fa sembrare tutto di plastica. Guido nel viale alberato tagliato in due dalle rotaie del tram, le gocce di sudore sulla fronte e Antonio di fianco che bestemmia contro il navigatore che si è impallato, con la vaga ma costante sensazione di essere a un crocevia, che tutto ciò che ho fatto e visto è andato per sempre e non tornerà mai più.

MALEDETTO IL SUO MOMENTO

Un quartiere di periferia ed un agente immobiliare. Un anonimo bar come tanti ed un suo assiduo frequentatore. Un racconto che parla di case e della violenza con cui cambia Milano.

WALDORF

Frammenti di un discorso: ci sono alcuni filippini, un cane, un tassista, i pokemon e la dipendenza dalla nicotina. Diario minimo della quarantena, da leggere preferibilmente mentre si è in coda al supermercato.

ARIA NELLA TESTA

Dopo tutto quello che è successo, che senso ha continuare a parlare dei sogni della memoria? E poi, Cortazar era davvero così bello? Cosa centra De Andrè con l’appennino? Non avendo risposte, ci interroghiamo sulle domande.

PRESENTE E PASSATO, RICORDO E STORIA

Nel 1989 usciva L’Editore di Nanni Balestrini. Un’opera complicata, un labirinto che portava la voce di un passato aperto, rimosso, spettrale. Oggi tutto questo sembra ancora più lontano e ritorna solo in forme mostruose e deformate, e per questo potrebbe essere il momento giusto per provare a rileggere (e ripensare) L’Editore, quel passato ma forse più in generale il nostro rapporto con tutto il passato.